Come realizzare una presentazione da incubo

Che tu debba fare una presentazione aziendale, un discorso (o speech, come si suol dire) ad un convegno o un pitch per convincere potenziali investitori a credere nella tua start-up, puoi davvero creare qualcosa che lasci il segno in chi ti ascolta, che lo convinca a credere in te.

Oppure puoi scoprire come fare una presentazione da incubo, ammesso che tu non lo faccia già (magari senza rendertene conto).

Una presentazione che annoi, che distragga, che faccia disinteressare completamente a ciò che stai provando a comunicare.

Ti basterà seguire questi semplici passaggi.

Pronto a perdere ogni credibilità?

Partiamo!

Come NON fare un presentazione efficace

In diversi anni di università e corsi di formazione, tra l’altro in comunicazione, mi è capitato di vedere presentazioni davvero efficaci, ben realizzate, che mi sono entrate dentro.

Ma un imbarazzante numero di volte, mi spiace dirlo, ho visto presentazioni fatte davvero male, sia dai docenti sia da molti colleghi.

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E il risultato è che il pubblico, di cui facevo parte, si annoiava o comunque era poco attento al contenuto.

E da allora mi sono detto: “No, non è così che voglio che siano le mie presentazioni!”.

Specie perché… che diamine! Se sbagliamo noi professionisti della comunicazione che speranza può esserci?!

Da allora ho sempre tratto spunto da quelle che, da spettatore, ho ritenuto essere le presentazioni più efficaci, e devo ammettere che sia l’esperienza (vuoi durante gli stessi corsi con i vari progetti, vuoi alle discussione delle tesi o vuoi in seguito, quando in diverse occasioni mi sono ritrovato dall’altro lato della cattedra o comunque accanto a un proiettore) sia i continui studi sul copywriting e sulla comunicazione efficace mi hanno confermato che qualcosina devo averla imparata.

Insomma, è un piacere trovare conferme ad esempio nelle preziose lezioni di un sito che fa delle presentazioni il suo cardine quale Soap Presentations, e quello che ancora non so lo imparo dalle loro stesse slide o dai libri, come quello di Luisa Carrada.

Luisa Carrada: "Il mestiere di scrivere"
(se acquisti questo libro da questo link è come se Amazon mi offrisse un caffè… a costo zero per te, ovviamente!)

Ed ecco perché sono qui per te: se vuoi realizzare presentazioni efficaci, sta’ alla larga dai seguenti consigli!

Io ti ho avvisato.

1. Non avere un obiettivo né un target

Perché e per chi stai preparando la tua presentazione?

Cosa vuoi ottenere attraverso di essa?

Che effetto vuoi suscitare al termine del tuo discorso?

Una presentazione può avere diversi scopi, ad esempio:

  • proporre un progetto
  • mostrare dei dati
  • descrivere chi sei e cosa fai

Ma se guardi questi stessi esempi da un’altra prospettiva essi corrispondono rispettivamente a degli obiettivi:

  • ottenere l’approvazione di quel progetto
  • proporre una soluzione per aumentare il fatturato dei prossimi mesi
  • ottenere clienti

Se trasformi ciò che dici in obiettivi da realizzare ti sarà più semplice costruire la tua presentazione di conseguenza, poiché mostrerai ciò che serve per raggiungere quei traguardi.

La tua presentazione sarà una mappa con una meta finale ed un tragitto per raggiungerla.

Ma tu sei qui per sapere come fare una presentazione da incubo, quindi… lascia perdere.

Limitati a descrivere.

Limitati a disegnare una cartina geografica senza alcuna destinazione né punti di riferimento, così il tuo pubblico alla fine penserà “E io cosa dovrei farci?”.

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2. Non raccontare nulla

A chi piacciono le storie?

A tutti.

Sul serio: non si fa che parlare di storytelling, dei vantaggi che puoi ottenere raccontando una storia.

E il motivo è semplice: raccontando una storia crei empatia e coinvolgimento in chi ti ascolta.

Ci sono molti modi per trasformare ciò che hai da dire in un racconto, per far appassionare il tuo pubblico a ciò che gli stai dicendo e a far sì che instaurino fiducia nei tuoi confronti.

Ma perché disturbarsi?

Naaah, anche in questo caso limitati a descrivere cose.

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3. Sii autoreferenziale

Sai a quante persone interessa sapere, come prima cosa, chi sei, da dove vieni e cosa fai?

A nessuno.

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Va bene, forse a qualcuno potrà interessare, ma in linea generale l’attenzione di un pubblico va conquistata.

Prima lo fai sentire coinvolto, poi gli dici chi sei.

E come far sentire coinvolto il tuo pubblico?

Raccontandogli (ricorda il punto 2: storytelling!) qualcosa che lo riguarda, qualcosa che non lo lasci indifferente.

Ad esempio iniziando con una affermazione sorprendente, che catturi l’attenzione e che faccia sentire il tuo pubblico parte attiva della presentazione e della tua storia.

Potresti cominciare anche con una domanda stuzzicante, del tipo: “Quanti di voi sognano di non dover più pagare una bolletta?”.

Sono sicuro che vedresti molte mani alzate.

A quel punto il tuo prossimo passo potrebbe essere “Sono Mario Fitzgerald e sto per spiegarvi come ridurre i vostri consumi energetici”.

(Mario Rossi è un esempio troppo abusato, volevo usare un nome un po’ più originale).

Ora sì che al tuo pubblico interesserà sapere cos’hai da dirgli.

Ma se invece vuoi annoiarlo dalla slide numero 0 allora puoi iniziare dicendogli cose che lui non ha minimamente richiesto, senza creare alcun aggancio alla tua storia (che invece potrebbe interessargli).

4. Scrivi molto testo

Questo è un consiglio fondamentale se vuoi creare una presentazione terrificante: scrivi, scrivi e scrivi ancora nelle tue slide.

Sul serio: riempi quel PowerPoint di parole, crea infiniti blocchi di testo e usa il minor numero di elenchi puntati o di immagini concettuali.

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Poco importa se magari già dalla seconda fila il tuo pubblico non riuscirà a leggere nulla, e importa ancor meno se non gliene dai nemmeno il tempo poiché devi passare alla slide successiva.

Certo, se invece usi poco testo devi lavorare di più sul resto, ad esempio sulle immagini o su ciò che dici a voce (vedi punto successivo).

Il risultato sarà decisamente più soddisfacente, ma perché tutto questo sbattimento?

5. Leggi le slide

Una presentazione non è altro che una serie di slide, giusto?

Perfetto: sei sulla buona strada per creare presentazioni da incubo!

Una presentazione efficace, invece, è una performance vera e propria di cui le slide non sono che un supporto, qualcosa che serva a te per tenere viva l’attenzione del pubblico senza però distrarlo da ciò che dici a voce.

In una presentazione efficace le slide possono contenere ad esempio:

  • delle immagini evocative
  • alcuni dati (pochi, solo quelli essenziali!)
  • qualche schema che semplifichi un concetto complesso
  • qualche parola-chiave (che spiegherete a voce)
  • elenchi puntati con pochi elementi (hey, esattamente come questo!)

Il resto della presentazione corrisponde a ciò che fai tu, ad esempio:

  • contestualizzare il racconto
  • creare dei raccordi narrativi o logici tra una slide e l’altra (“Ed è così che si arriva a…”, tanto per buttar giù un esempio)
  • fare domande al pubblico, preparandolo a quanto stai per mostrare

Ecco perché, come dico nel punto precedente, riempire di parole una diapositiva non fa che creare confusione in chi cerca di seguirti: il tuo pubblico si ritrova a pensare “Ma devo leggere le slide o sentire ciò che dice?”.

Peggio ancora se ti limiti a leggere ciò che c’è scritto: in tal modo ti rendi perfettamente inutile ai fini della presentazione stessa.

Ma in fondo leggere è una cosa semplicissima, no?

Perché complicarsi la vita?

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6. Non avere energia

Vuoi annoiare il tuo pubblico?

Allora puoi fare tutto questo:

  • fissa lo schermo e non guardare mai chi ti ascolta
  • farfuglia, biascica, parla a bassa voce
  • usa un linguaggio del corpo che mostri noia e svogliatezza

Tenere alta l’attenzione richiede un ingrediente fondamentale: l’energia.

Ormai dovresti aver chiaro che una presentazione è una perfomance, per non dire un vero e proprio show: devi conquistare l’attenzione, coinvolgere e convincere il tuo pubblico.

Nella mia esperienza teatrale mi è stato insegnato che sul palco occorre fare una cosa, una cosa che può suonare buffa ma che rende perfettamente l’idea: tenere le chiappe strette.

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Proprio così.

Fa ridere, eppure questo mantra del mondo teatrale da’ il senso della concentrazione: per una presentazione efficace il tuo corpo deve comunicare con ogni sua cellula, non puoi permetterti di avere una postura pigra.

Impara anche a usare quell’oggetto misterioso che è in ognuno di noi: il diaframma.

Respirare bene è il primo passo per mantenere un tono di voce efficace, sostenuto e coinvolgente.

Sono un po’ di parte perché per fare lo speaker ho studiato dizione e doppiaggio, ma non guasterebbe nemmeno un po’ di cura anche nel modo in cui pronunci e articoli le parole: fa’ esercizi per sciogliere la lingua e sgranchire la mandibola, e se hai notevoli inflessioni dialettali cerca quantomeno di limarli.

Ma, al di là di tutti gli aspetti tecnici, ricorda: energia.

Energia ed entusiasmo, e tutto verrà da sé.

Altrimenti, bè, otterrai la presentazione da incubo che cerchi.

7. Usa Comic Sans

Chi se ne importa del font, giusto?

In fondo discipline e discipline di grafica, design e comunicazione visiva sono solo altre “scienze delle merendine”, dico bene?

Peccato che basta un carattere a tradire una certa superficialità e amatorialità, caratteristiche che potrebbero influire sulla credibilità tua o dei tuoi contenuti.

Se vuoi una presentazione efficace perdi un po’ di tempo a scegliere la giusta combinazione di font.

Tranquillo, ti basta una ricerca su Google: su Creative Bloq ad esempio trovi ben 20 accostamenti già pronti, con tanto di spiegazione.

Come dico sempre, non hai scuse per non creare contenuti di qualità.

Ma se vuoi rovinare tutte le tue slide e di conseguenza la tua presentazione, basta una semplice mossa: usa Comic Sans.

Don't use Comic Sans!
Chiaro il concetto?

I 3 ingredienti di una presentazione efficace

Ora, al di là del tono giocoso di questo articolo, quello che ho provato a trasmetterti è che una buona presentazione è fatta da tre ingredienti fondamentali:

  1. una serie di slide ben realizzate (poco testo, immagini suggestive e così via)
  2. un po’ di sano storytelling
  3. la tua performance: energia, entusiasmo e chiappe strette

Naturalmente ci sono molti altri aspetti da considerare nel dettaglio in ciascuno dei tre ingredienti, e come per moltissime altre cose queste sono solo linee-guida generali da adattare a seconda della situazione.

Ad esempio ho detto di usare pochi dati, ma in certi casi (specie nel ramo scientifico) magari i dati sono proprio il cuore della presentazione.

Sta a te valutare in base alla situazione, ma se vuoi una presentazione efficace una cosa di sicuro non deve mancare: l’energia nella tua performance.

Ora va’ e conquista tutti: ti basterà NON fare le 7 cose che ti ho appena elencato!

Vuoi un aiuto per la tua presentazione?

Se vuoi sapere come migliorare la tua performance (sia dal vivo che nelle slide stesse) puoi contattarmi: sarò felice di rendere la tua presentazione uno show indimenticabile!

CopyVoicer-Lorenzo-Abagnale-Contattami

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